Crediamo nel ruolo imprescindibile dei musei interconnessi con il territorio e in relazione tra loro: il valore culturale, scientifico, identitario di questo sistema museale è superiore alla semplice somma delle sue parti. Il futuro dei musei etnografici è proprio questo: un luogo d’apertura e di riflessione, che fornisca degli spunti interessanti del nostro passato mettendoli in relazione con l’attualità e con l’evoluzione della nostra società.

  1. Museo della Valle di Blenio, Lottigna
  2. Museo di Leventina, Giornico
  3. Museo di Val Verzasca, Sonogno
  4. Walserhaus, Bosco Gurin
  5. Museo di Valmaggia, Cevio
  6. Museo onsernonese, Loco
  7. Museo delle Centovalli e del Pedemonte, Intragna
  8. Archivio audiovisivo di Capriasca e Val Colla, Roveredo
  9. Museo del Malcantone, Curio
  10. Museo della pesca, Caslano
  11. Museo etnografico della Valle di Muggio, Cabbio
  12. Museo della civiltà contadina del Mendrisiotto, Stabio

CDE Centro di dialettologia e di etnografia, Bellinzona

 

Fondata il 16 dicembre 1979, l’Associazione musei etnografici ticinesi (AMET) persegue primariamente lo scopo di favorire la raccolta, la conservazione e la valorizzazione delle numerose testimonianze storico-etnografiche nel contesto dei musei etnografici regionali, promuovendone il coordinamento e lo sviluppo di una politica museale coerente.

Presidente: Roland Hochstrasser

Vice-presidente: Diana Tenconi

Segretario-cassiere: Paolo Crivelli

Comitato: Diana Tenconi, Lorenzo Sonognini, Mattia Dellagana, Paolo Crivelli, Roland Hochstrasser

Commissione di revisione: Enrico Primo, Nicola Arigoni

 

 

Art. 1 - Nome e sede

1.1 E' costituita ai sensi degli art. 60 e segg. del CCS l'"ASSOCIAZIONE MUSEI ETNOGRAFICI TICINESI", denominata in seguito AMET.

1.2 L'Associazione ha sede al domicilio del Presidente.

Art. 2 - Scopi

  1. a) Promuovere la rete museale etnografica e il suo patrimonio materiale e immateriale.
  2. b) Favorire l’innovazione.
  3. c) Stimolare il dialogo e promuovere la collaborazione tra i soci.
  4. d) Collaborare con le autorità e gli organi da esse designati nella definizione e nell’attuazione di una corretta politica museografica.
  5. e) Sostenere attivamente il coordinamento promosso dalle istituzioni cantonali per il raggiungimento di obiettivi comuni.
  6. f) Collaborare con musei ed enti di altro genere per concretizzare approcci interdisciplinari e letture trasversali.
  7. g) Rappresentare i musei associati nei confronti di terzi.

Il 26 ottobre 1978 si tenne all'albergo Unione di Bellinzona un seminario dedicato ai problemi dei musei locali promosso dalla commissione nazionale svizzera per l'Unesco. Durante l'incontro, i responsabili dei musei espressero le loro perplessità all'allora direttore del Dipartimento dell'ambiente, Fulvio Caccia: i musei regionali "sono sorti tutti per buona volontà di singoli appassionati o di associazioni di entusiasti, proprio in alternativa a quanto lo Stato, malgrado le solenni promesse e le decisioni granconsigliari del 1953, anno del centocinquantesimo, non ha mai fatto".